La Terra della Discordia


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ISBN: 978-88-86539-23-4
Formato: Cartoncino
Pagine: 426 pp.
Dimensione: 21x15 cm
Prima pubblicazione: 2008

Il romanzo è incentrato sulla Guerra del Canavese, raccontata nella cronaca “De Bello Canepiciano” di Pietro Azario. Il Medioevo è contrassegnato da grandi e piccole guerre, tutte cruente e nefaste, soprattutto per la popolazione civile. Il Canavese ha vissuto la sua stagione peggiore negli oltre cinquant’anni tra il 1338 e il 1391. Già alla fine del Duecento questa terra fu segnata da gravi contese tra guelfi e ghibellini. Particolarmente significativa è la sequenza di guerre provocate dal ghibellino marchese Guglielmo di Monferrato, detto Spadalunga, che morì prigioniero degli alessandrini, chiuso in una gabbia di ferro appesa fuori dalle mura, esposto alle intemperie e al pubblico ludibrio.
Questi accadimenti dovettero essere davvero gravi se addirittura Dante ricorda questa terra nel Purgatorio (Dante – Purgatorio VII, vv, 133, 136), commiserandola:
“Quel che più basso tra lor s’atterra,
guardando in suso, è Guglielmo Marchese
per cui e Alessandria e la sua guerra
fa pianger Monferrato e Canavese…”
Dopo le vicende cantate da Dante trascorse qualche decennio di calma apparente, poi, nel triennio 1338 – 40, le terre canavesane furono dilaniate da una guerra cruenta che oppose nuovamente il partito dei guelfi a quello dei ghibellini, che con la partecipazione di famosi capitani di ventura e signori d’alto lignaggio, provocò ovunque morte e distruzione.
Le vicende di questa guerra fanno da sfondo alla storia di un personaggio che si muove nel grande teatro delle valli e della pianura canavesana, talora intersecando fatti politici e accadimenti militari, altre volte semplicemente vivendo momenti di vita quotidiana in una società che stenta a trovare la strada, ove emergono spunti folklorici e tradizioni antiche.

Prezzo : €18.00

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