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Uomini e terre del Gran Paradiso

Uomini e terre del Gran Paradiso
Questo lavoro a carattere archeologico e storico presenta le vicende delle comunità umane che dal Paleolitico finale si sono succedute nell’ambiente alpino del massiccio del Gran Paradiso fino ai primi decenni del secolo XX quando viene fondato l’omonimo Parco Nazionale.

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Questo lavoro a carattere archeologico e storico presenta le vicende delle comunità umane che dal Paleolitico finale si sono succedute nell’ambiente alpino del massiccio del Gran Paradiso fino ai primi decenni del secolo XX quando viene fondato l’omonimo Parco Nazionale. L’obiettivo che si prefigge è quello di divulgare la storia del territorio dell’area protetta. Consci - come siamo - che il passato di una comunità e di un territorio, anche quello che risale alle origini del popolamento, sia solidamente sedimentato nel presente, al punto da caratterizzarlo in maniera determinante, questa sintesi, almeno in una certa misura, può spiegare le differenze e le affinità che caratterizzano i diversi ambienti di questo tratto della catena alpina. Si tratta di un ambiente montano particolarmente ricco di naturalità e di biodiversità dove l’azione umana, durata all’incirca 120 secoli, non è stata irrilevante. Vallate che afferiscono a bacini fluviali divergenti, unite dalla    contiguità delle testate, sono caratterizzate da una cultura alpina che le omologa. Si tratta di territori oggi       considerati lontani, poiché passare dall’uno all’altro attraverso le strade di fondovalle richiede molte ore di viaggio su autoveicoli, ma in passato, grazie al fitto sistema di  comunicazioni ancora custodito nella marginalità della montagna, quegli stessi luoghi erano contigui e condividevano gli accadimenti che il clima e le vicende storiche imponevano. Questa unitarietà è stata essenziale per forgiare quella cultura alpina che      accomuna tutti gli ambiti vallivi di questo complesso sistema, siano essi collocati in Piemonte, in valle d’Aosta o nelle francesi valli dell’Arc e dell’Isère.

In un mondo divenuto globale nel volgere di pochi anni si sta lentamente riscoprendo il valore degli ambienti  appartati della montagna, magari marginali, nell’ambito dei quali l’aspetto conservativo non riguarda soltanto la salvaguardia di specie animali o vegetali a rischio di estinzione, bensì le tradizioni della vita quotidiana e la cultura di un popolo che di volta in volta in questo  ambiente ha trovato cibo, risorse di varia natura o        semplicemente rifugio, oppure ne ha fatto una barriera contro gl’invasori o ancora, in esso si è celato per    mitigare la prepotenza di sistemi di governo eccessivamente rapaci.

Il Parco Nazionale Gran Paradiso dopo aver scongiurato la scomparsa di numerose specie caratteristiche di questo territorio, oggi persegue anche progetti di  recupero e conservazione del patrimonio culturale e delle tradizioni, comprese quelle di diverse filiere  produttive alimentari e artigianali tipiche del massiccio del Gran Paradiso, guidandole verso aspetti di elevata qualità commerciale subordinati al rilascio di un apposito marchio.



  • Edizione Edizioni Nautilus, 2012
  • Dimensioni 15 x 23 cm
  • Pagine 160